… la stessa cosa?
A proposito di mignotte/transessuali … le vicende, rispettivamente di Berlusconi e Marrazzo, non sono per nulla la stessa cosa (tralasciando anche le battute sull’identità sessuale delle prostitute chiamate in causa): tanto per iniziare il peso politico del ruolo istituzionale che ricoprono rispettivamente i due soggetti in questione non è affatto lo stesso. La carica di Presidente del Consiglio (ovvero una delle ormai famigerate quattro maggiori cariche dello Stato) implica necessariamente responsabilità, sia istituzionali che etiche, maggiori rispetto a quelle che implica il ruolo di Presidente della Regione Lazio … non credo che su questo punto possano esserci dubbi.
Marrazzo inoltre, contrariamente a Berlusconi, non ha mai partecipato ad alcun “Family-Day” in difesa della sacralità della famiglia … il che non lo esime dalle critiche (anche feroci) da un punto di vista dell’etica personale ma se non altro lo solleva dall’incoerenza palesata da Berlusconi anche su questo tema partecipando a tale evento.
Il governatore del Lazio non ha mai candidato il transessuale con la quale ha avuto rapporti ad alcun ruolo istituzionale … contrariamente a quanto fatto dal Cavaliere con Patrizia D’Addario.
Marrazzo, una volta che la vicenda è divenuta di dominio pubblico, nel giro di 24 ore ha presentato la sua autosospensione per poi, nel giro delle successive 48 ore, presentare le dimissioni ufficiali e definitive. I fatti imputabili a Berlusconi invece, pur risalendo al luglio scorso, a quasi cinque mesi di distanza non hanno evocato nel Presidente del Consiglio lo stesso comportamento.
Marrazzo non è membro del Governo in carica … ovvero di quell’ Esecutivo che solo un anno fa aveva dichiarato “guerra” alla prostituzione inasprendo le pene sia per “esercenti” che per i “clienti”.
Infine c’è da dire che mentre i fatti imputati a Piero Marrazzo non hanno impedito a quest’ultimo di svolgere tutti i suoi impegni istituzionali … non è successo lo stesso per Silvio Berlusconi poiché da quanto è stato possibile apprendere dai giornali la vicenda legata alla D’Addario, “coperta” da un comunicato ufficiale riportante un generico “strappo muscolare”, ha implicato da parte del Cavaliere la cancellazione di alcuni impegni ufficiali, tra i quali persino un’incontro con il Presidente della Repubblica.
Detto quanto sopra, vi sembra forse la stessa cosa? A me no!
fighismi
qualche giorno fa quest’altro episodio…
ma perchè sti religiosi, siano essi cattolci, ebrei, musulmani, indù, etc. devono sempre mettere la figa in contrapposizione con la fede???
vaticans
Il Papa apre al sacerdozio dei chierici anglicani sposati.
Questa notizia, così “di getto”, suscita in me 3 pensieri:
1) È giusto! Forse potrà sembrare semplicistico, ma tant’è: l’uomo è un animale e come tutti gli animali ha le sue pulsioni sessuali che non necessariamente devono andare a cozzare con la fede.
2) Se per contrastare il fenomeno della crisi delle vocazioni si è ricorso a questo provvedimento significa che da questo punto di vista stanno quasi “alla frutta”.
3) Ancora una volta emerge la chiara gerarchia maschilista vigente in Vaticano che prevede trattamenti differenti fra uomo e donna.
stravaganze giornalistiche
La gravità del servizio televisivo sul giudice milanese Mesiano, a mio avviso, non sta tanto nel pedinamento effettuato dalla giornalista ai danni del togato milanese (questo comportamento già viene normalmente perpetrato senza troppi clamori nei confronti di personaggi dello spettacolo senza per questo sollevare ondate di indignazione sulla privacy violata di questi ultimi) quanto sull’intenzione, implicitamente palesata dai giornalisti (sia da quelli in studio che da quelli autori del servizio in questione), di far passare come “stravaganze” comportamenti pressoché normali quali: il fumare una sigaretta nell’attesa del proprio barbiere di fiducia, il fermarsi davanti ad un semaforo rosso e/o l’indossare un paio di mocassini con annessi calzini turchesi. (calzini di dubbio gusto, per carità, ma non per questo stravaganti)
l’ora di religione
La proposta di introdurre facoltativamente l’ora di religione islamica al posto di quella di religione cattolica per “la piena integrazione” dei fedeli musulmani nel nostro paese mi trova del tutto contrario … come del resto mi trova contrario anche la stessa ora di religione cattolica. Mi spiego: la scuola (a partire da quella primaria sino ad arrivare all’università) è, di fatto, un’istituzione e di conseguenza le discipline che dovrebbe trattare dovrebbero essere solo ed esclusivamente quelle accademicamente riconosciute. “Dio”, checché se ne possa dire, non è un’entità certa (non sto dicendo certo una novità): si può credere che esista, come si può credere che non esista, lo si può credere in maniere diverse, etc. di conseguenza è mia ferma convinzione che l’insegnamento di un qualcosa di non accademicamente valido (mi si perdoni la ripetizione) all’interno di un’istituzione non dovrebbe avere luogo.
